Il credito di imposta per investimenti è cumulabile con quello Mezzogiorno

Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su twitter
Twitter

Le agevolazioni per l’acquisto di beni strumentali “Industria 4.0” possono arrivare fino al 95%.

Per coloro che intendono effettuare investimenti in macchinari, impianti e attrezzature nelle regioni del Mezzogiorno è possibile fruire del credito di imposta previsto dall’articolo 1, commi da 98 a 108, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, ovvero la legge di Bilancio 2016.

L’intensità dell’aiuto varia a seconda della regione di effettuazione dell’investimento. In particolare:

  • per le Regioni Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Basilicata e Sardegna, l’intensità massima dell’aiuto è pari al 45% per le piccole imprese, al 35% per le medie imprese, al 25% per le grandi imprese;
  • per le Regioni Abruzzo e Molise, l’intensità massima dell’aiuto a finalità regionale è pari al 30% per le piccole imprese, al 20% per le medie imprese, al 10% per le grandi imprese.

La quota di costo complessivo dei beni agevolabili, per ciascun progetto di investimento, deve essere al massimo pari a:

  • 3 milioni di euro (dall’1.3.2017), per le piccole imprese;
  • 10 milioni di euro (dall’1.3.2017), per le medie imprese;
  • 15 milioni di euro, per le grandi imprese.

Inoltre, la legge di bilancio 2020 (L. n. 160/2019) ha previsto, all’articolo 1 comma 185, una seconda agevolazione per coloro che effettuino investimenti in beni strumentali; tale agevolazione sostituisce il super-ammortamento e l’iper-ammortamento e consente di ottenere un credito di imposta del:

  • 40% fino a 2,5 milioni di euro in beni materiali “Industria 4.0“;
  • 20% per gli investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro in beni materiali “Industria 4.0”;
  • 6% per la quota di investimenti del costo in beni “ordinari”.

E’ opportuno, tuttavia, segnalare che il disegno di legge di bilancio 2021, approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri del 16 novembre 2020 prevede aliquote agevolative più elevate, più alti limiti massimi delle spese ammissibili e minori tempi di fruizione. In particolare, per gli investimenti in beni materiali 4.0 effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021 (con possibile estensione fino al 30 giugno 2022), il credito di imposta è riconosciuto nella misura del:

  • 50% fino a 2,5 milioni di euro in beni materiali “Industria 4.0”;
  • 20% fino a 1 milione di euro in beni materiali “Industria 4.0”;
  • 10% fino a 2 milioni di euro in beni materiali “ordinari”.

Si ricorda che l’Agenzia delle Entrate, nella risposta all’interpello numero 360 del 16 settembre 2020, ha chiarito che il credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno è cumulabile con l’agevolazione relativa agli investimenti in beni strumentali, a condizione che non avvenga il superamento del costo sostenuto per l’investimento. Nel calcolo si deve anche tenere conto della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive.

A fronte di questo chiarimento, l’acquisto di beni strumentali nelle Regioni del mezzogiorno risulta particolarmente vantaggioso, soprattutto nel caso di beni materiali con i requisiti nell’elenco Industria 4.0. Ad esempio, nel caso di un investimento effettuato da una piccola impresa della Sardegna dopo il 16 novembre 2020 in un macchinario “industria 4.0” (del valore inferiore a 2,5 milioni), è possibile cumulare il credito di imposta mezzogiorno, pari al 45% del costo ed il credito di imposta investimenti, pari al 50%. E’ possibile, pertanto, ottenere un’agevolazione complessiva del 95%.

Potrebbe interessarti anche...